Carnevale di Fano 2026
Bello da vedere, dolce da gustare dal 1347
25 gennaio, 1–8–15 febbraio
Un Carnevale da sogno: tra storia, sfilate e getto
Il Carnevale di Fano è una festa unica nel suo genere, dove storia, satira, musica e dolciumi si mescolano in un’esplosione di colori, emozioni e comunità. È il più antico d’Italia – le sue origini risalgono al 1347 – e ogni anno coinvolge migliaia di visitatori in un’atmosfera onirica e travolgente, adatta a tutte le età.
Vivi un’esperienza fuori dal tempo, dove carri allegorici giganti sfilano tra coriandoli e musica, e quintali di cioccolatini volano dal cielo durante il celebre Getto, in un rituale che unisce festa popolare e antiche usanze contadine.
Gli appuntamenti principali del 2025
- 25 gennaio – Carnevale dei Bambini (gratuito): una giornata speciale pensata per i più piccoli, con animazioni, laboratori, giochi e sfilate in maschera.
- 1, 8 e 15 febbraio – Grandi sfilate dei carri allegorici con il celebre Getto: una pioggia di oltre 180 quintali di dolciumi lanciati dai carri, tra musica, coriandoli e meraviglia (ticket acquistabile su carnevaledifano.com)




5 curiosità sul Carnevale di Fano
Scopri le curiosità e le tradizioni che rendono il nostro Carnevale così speciale:
Tutti uguali per un giorno
Un carnevale nato per liberare la città dalle differenze sociali
Il Carnevale di Fano nasce nel 1347, ma è sotto la Signoria dei Malatesta (dal 1450) che prende la forma di una grande festa popolare. Per un giorno, cadevano le barriere: il servo poteva prendere in giro il padrone, e le classi sociali si confondevano tra maschere e risate.
Un momento liberatorio, partecipato, profondamente legato alla comunità.
Perché bruciamo il Pupo?
La fine simbolica di un anno e dei suoi errori
Il Pupo è una grande figura in cartapesta, costruita come caricatura satirica dell’anno appena passato. Viene bruciato l’ultimo giorno del Carnevale, nel rito del rogo finale.
Questa tradizione rievoca il concetto antico del capro espiatorio: al Pupo si attribuiscono simbolicamente colpe, tensioni e problemi dell’anno. Bruciandolo, la comunità si purifica e si prepara a ricominciare.
La Musica Arabita: l’anima irriverente del Carnevale
Suoni popolari, strumenti improbabili, spirito fanese
Dal 1923, la Musica Arabita anima il Carnevale con la sua energia travolgente.
“Arabita”, in dialetto fanese, significa arrabbiata, ed è il nome perfetto per questa banda popolare che suona usando barattoli, caffettiere, bidoni, bottiglie e ombrelli, in una parodia ironica della musica “alta”.
È la voce del popolo, escluso dai salotti aristocratici, che si reinventa con creatività, ironia e genio.
Il Getto: il Carnevale che “semina” dolciumi
Il simbolo più atteso, dolce e scenografico
180 quintali di cioccolatini e caramelle vengono lanciati dai carri durante le sfilate.
Il Getto è un gesto collettivo e simbolico, che nasce dall’antico mondo agricolo: come i contadini spargevano i semi nei campi per augurarsi prosperità, così oggi si lanciano i dolci, come augurio di abbondanza, felicità e buona fortuna per tutti.
La Cartapesta: arte in movimento
Tutti i carri allegorici del Carnevale di Fano sono realizzati in cartapesta, un materiale povero ma estremamente duttile, composto da carta, colla e acqua.
Modellata da maestri carristi locali con talento e passione, la cartapesta dà vita a giganti in movimento, vere e proprie opere d’arte temporanee che sfilano tra musica, luci e applausi.




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