Un viaggio tra le onde

L’anima marinara di Fano si respira ogni giorno tra il porto e la spiaggia, tra le reti dei pescatori e le antiche tradizioni della pesca.


MARINA DEI CESARI E PASSEGGIATA DEL LISIPPO

Si chiama Marina dei Cesari il porto turistico di Fano, un nome che rende omaggio alla forte presenza di vestigia romane della storica Fanum Fortunae. Affacciata sul mare e a due passi dal centro storico, la Marina dei Cesari è un luogo perfetto per una passeggiata tra barche, vento salmastro e panorami suggestivi. Il Marina ospita oltre 400 posti barca ed è insignita fin dal 2008 della Bandiera Blu, simbolo di qualità e rispetto per l’ecosistema marino. Meta quotidiana per visitatori che vogliono godere la vista dei super yacht ormeggiati in banchina o percorrere la passeggiata del Lisippo.

Lunga oltre un chilometro, la passeggiata del Lisippo si snoda sulla diga foranea di Fano, regalando scorci spettacolari sul mare aperto e sul porto della città. In ogni stagione, è il luogo perfetto per ammirare albe e tramonti indimenticabili. A chiuderla, l’“Atleta che si incorona”, una copia in bronzo dell’opera attribuita al greco Lisippo: un simbolo elegante e fotografatissimo, sospeso tra cielo e mare.


IL MERCATO DEL PESCE ALL’INGROSSO

La città di Fano, fin dall’epoca romana, per la sua posizione geografica sentì subito l’esigenza di un porto. Già dal XII secolo Venezia ebbe rapporti con il porto di Fano. Porto che fu rifatto nel 1616, sotto papa Paolo V Borghese (Darsena Borghese), e ampliato nell’Ottocento. Grazie a questo intervento si è attuata la suddivisione dell’ambito portuale in tre diverse aree funzionali dedicate alla attività della pesca, alla cantieristica e al diporto.

Il mercato del pesce all’ingrosso, a partire dal 1912, venne collocato in un magazzino nella zona Liscia. Successivamente si trasferì presso la Casa del marinaio in via Francesco Castracane presso il Porto-canale e nel 1931 nelle logge della Darsena Borghese, vicino allo sfocio del Canale Albani.

Anche questa ubicazione si rivelò man mano insufficiente, tanto che si dovette costruire un apposito edificio lungo Viale Adriatico, inaugurato nel maggio del 1939.

Mercato Comunale all’ingrosso di produzione della pesca
Attualmente l’edificio svolge ancora le sue funzioni e vi si tengono le aste per la vendita all’ingrosso.


I TRABUCCHI

I Trabucchi sono costruzioni marinare che appartengono al vasto campionario dell’architettura popolare delle Marche. Vengono indagate a partire da Gabicce Mare fino a San Benedetto del Tronto.

Che le si chiami, a seconda degli idiomi locali, bílancion, quadri, lugerne, pésche o trabucchi, queste curiose attrezzature per la pesca da terra simili a palafitte presentano sulla piattaforma un casotto di legno circondato da un’incastellatura di tiranti e sostegni, con passerelle proiettate sull’acqua e sugli scogli.

Realizzate con un armamentario costruttivo fatto di materiali di recupero, con pali ed assi di legno, cavi e tubi di ferro più o meno corrosi dall’acqua e dalla salsedine, costituiscono un concentrato di tecnica sapiente, passata esclusivamente al vaglio dell’esperienza.

Seppur sottoposte alle intemperie invernali ed ai cocenti raggi del sole d’estate, schiaffeggiate dalle mareggiate e dalla bora, sono l’habitat ideale per chi, per necessità o per passione, pesca con le gigantesche reti quadrate.


EL GUGUL: IL QUARTIERE DEI PESCATORI

Nella memoria lontana legata alla pesca e al porto è rimasto vivo il ricordo di El Gugul (o cogollo), una rete-trappola che dà il nome a un quartiere di vicoli stretti e casette affacciate sul porto, dove il tempo sembra essersi fermato. El Gugùl è il cuore autentico della Fano marinara, abitato da generazioni di pescatori: un luogo vivo, fatto di reti stese al sole e storie di mare.

Il cogollo (gugullo) era una rete a forma di imbuto che terminava in una sacca senza uscita, che sbarrava le acqua basse presso la riva obbligando i pesci a entrare in una serie di camere di reti successive.

Nei mesi di novembre – dicembre erano utilizzate per la pesca delle anguille, che venivano depositate vive nei burchi, una specie di imbarcazione con i fianchi forati immerse nelle acque, in attesa di essere vendute a Natale. Questo tipo di rete si poteva trovare al Lido, ma anche davanti alle foci dell’Arzilla e del Metauro.

La zona di El Gugul si trova in Via Vincenzo Franceschini, in una strada più nascosta rispetto alla passeggiata e alla vitalità del Lido e prende questo nome dalla sua forma che, come la rete, è a forma di imbuto. Oggi, le piccole case dei pescatori sono state restaurate e la via si caratterizza per un esplosione di vivaci colori e di decorazioni con immagini e oggetti legati alla storia e alla tradizione marinara che ricoprono le facciate delle abitazioni. Passeggiando per questa via potete anche imbattervi in nomi particolari: sono i nomi delle vecchie imbarcazioni.

Ma quello che si respira in questo luogo è la sensazione di convivialità e comunità che la caratterizzava. Alcuni residenti ci raccontano infatti che era molto usuale fare, tra le famiglie, delle lunghe tavolate dove si mangiava la rustita (un piatto tipico della gastronomia fanese che viene preparato con il pesce cotto arrosto impanato nella mollica del pane) fatta con il pescato giornaliero, in un clima gioviale e allegro. Il ricordo prosegue con tante storie di “gioiose diatribe” tra i vari pescatori caratterizzate sempre da uno spirito divertito. Tra queste vogliamo raccontarvene una: quella dell’asso di bastoni.

“ Il pescatore Andreano aveva la vela del suo peschereccio decorata con un asso di bastoni, simbolo di virilità, mascolinità e forza, in risposta a questo “affronto” Mario che non si sentiva di certo da meno, si fece cucire nella sua vela ben tre assi di bastoni, in una gara a colpi di vento per chi era il più forte. Per ribadire ancora di più questo concetto anche nelle entrare delle case dei due pescatori vi erano dipinti l’asso o i tre assi di bastoni. Perchè se in mare o a terra era importante ricordare chi era il più forte!”

Il senso di comunità e di reciproco aiuto erano le sensazioni che si respiravano a ElGugul, una zona dove tutti si conoscevano, anche se le cose oggi sono cambiate i residenti del luogo mantengono viva questa percezione restituendoci una via di Fano autentica, unica e colorata.

Sapete che l’influenza del Gugul è così forte che a Fano esiste anche un modo di dire? “So’ fnit in un gugul” per indicare di essere finiti in una via di difficile uscita.


LO SQUERO E I CANTIERI NAVALI

Lo Squero è uno dei luoghi più autentici di Fano, dove si respira la vera anima marinara. Tra il rimessaggio di vecchi pescherecci si possono vedere catamarani di ultima generazione pronti per il varo. Questo spazio semplice racconta un mestiere antico e una tecnologia all’avanguardia che convivono insieme sulle rive del porto.


LUNGOMARE SASSONIA E LIDO

Le spiagge di Fano si dispiegano per una lunga fascia costiera che va da Pesaro a Ponte Sasso. Il litorale a nord è protetto da colline ricoperte di macchia mediterranea che colorano di verde il mare sottostante. Di fronte alla città, due spiagge, divise dai moli del porto, hanno diverse caratteristiche. A ponente, il Lido offre un tappeto di sabbia fine e dorata.

A levante la “Sassonia”, con ciotoli tondi e levigati, ha spazi protetti per il gioco dei bambini con tanta sabbia e giardini accoglienti.

Inoltre, una vacanza all’insegna della quiete e di tutto relax si può vivere nella località balneare di Torrette, nella costa immediatamente a sud di Fano, che offre una spiaggia di sabbia finissima, alberghi, campeggi e ristoranti che si affacciano direttamente sul mare.

Altro significativo premio di cui Fano può vantarsi è il positivo riconoscomento da parte di Legambiente e della storica Goletta Verde che ogni hanno controlla il mare italiano, in relazione al buono stato di conservazione dell’ambiente marino e costiero, nonché la qualità dei servizi ricettivi.

Nel territorio ci sono anche due spiagge attrezzate per cani e famiglie con libero accesso al mare e i cani possono stare sotto l’ombrellone e rilassarsi!

Maggiori informazioni degli stabilimenti si possono trovarsi nei relativi siti:

Fano, inoltre, ha ottenuto anche quest’anno il riconoscimento della Bandera Blu, prestigioso premio che attesta la qualità della vita e dell’ecosistema – prima di tutto la purezza dell’acqua – ma anche la pulizia delle coste, il livello dei servizi urbani, la sensibilità e il rispetto per il paesaggio e i beni culturali.

Bambini al mare
Dopo la Bandiera Blu, Fano è stato insignito del riconoscimento della Bandiera Verde, che viene annualmente assegnato dai pediatri italiani a quelle località considerate idonee ad ospitare famiglie e bambini. Fano, Città dei Bambini, per tradizione, ha visto svilupparsi un turismo a carattere prevalentemente familiare che nel corso degli anni si è arricchito di numerosi servizi dedicati proprio espressamente alle famiglie e soprattutto ai loro bambini.